Rechtssprechung

Diritto all’assegno di maternità per cittadini di paesi terzi – ordine di adeguare le informazioni istituzionali

ITALIA: DIRITTO DELLE ASSICURAZIONI SOCIALI E DELLA MIGRAZIONE
Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, ordinanza del 10 ottobre 2017 RG n. 1341/2017

Cittadini di paesi terzi “lavoratori” beneficiano dello stesso trattamento riservato ai cittadini dello Stato membro in cui soggiornano per quanto concerne i settori della sicurezza sociale (regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale) e hanno pertanto diritto all’assegno di maternità secondo l’art. 74 d.lgs. 151/2001.
La direttiva 2011/98/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 dicembre 2011 relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro stabilisce la parità di trattamento nei settori della sicurezza sociale definiti nel regolamento (CE) n. 883/2004 (art. 12 e) per i cittadini di paesi terzi “lavoratori” (art. 3 cifra 1). Anche se non recepita nell’ordinamento italiano, la direttiva ha effetti diretti nell’ordinamento interno. Il Tribunale accerta pertanto il carattere discriminatorio della condotta dei Comuni che hanno negato alle ricorrenti l’assegno di natalità e ne ordina il pagamento. Quale misura idonea ad evitare il ripetersi della discriminazione ordina ai Comuni coinvolti di adeguare le comunicazioni istituzionali (in particolare, le pagine internet), indicando chiaramente, tra i requisiti per la concessione dell’assegno, il possesso di uno dei titoli indicati all’art. 3 § 1 della direttiva 2011/98/UE.

Acesso diretto all'ordinanza (asgi.it)
Accesso diretto al D.lgs. 151/2001

Ein Verein, der Frauen ohne sachliche Rechtfertigung von der Mitgliedschaft ausschliesst, ist nicht gemeinnützig

DEUTSCHLAND: STEUERRECHT
Bundesfinanzhof, 17. Mai 2017, V R 52/15 (ECLI:DE:BFH:U.170517.VR52.15.0)

Ein Verein, der entgegen Art. 3 Abs. 3 des Grundgesetzes (GG) die wesensmässige Gleichheit aller Menschen in Abrede stellt, ist mangels Förderung der Allgemeinheit nicht als gemeinnützig im Sinne von Art. 52 der Abgabenordnung einzustufen. Ein Verein, der entgegen Art. 3 Abs. 3 des Grundgesetzes (GG) die wesensmässige Gleichheit aller Menschen in Abrede stellt, ist mangels Förderung der Allgemeinheit nicht als gemeinnützig im Sinne von Art. 52 der Abgabenordnung einzustufen.

Weiterlesen: Ein Verein, der Frauen ohne sachliche Rechtfertigung von der Mitgliedschaft ausschliesst, ist...

Keine revisionsweise Änderung der Invalidenrente bei Statuswechsel

SCHWEIZ: SOZIALVERSICHERUNGSRECHT
Bundesgericht, 6. September 2017, 9C_752/2016 (zur Publikation vorgesehen)

Die revisionsweise Aufhebung oder Herabsetzung einer Invalidenrente ist auch dann EMRK-widrig (Art. 14 in Verbindung mit Art. 8 EMRK) wenn familiäre Gründe für einen Statuswechsel von „nichterwerbstätig“ zu „teilerwerbstätig“ (mit Aufgabenbereich) sprechen, und nicht nur beim Übergang von Voll- zu Teilzeitarbeit bei gleichzeitiger Ausdehnung des Aufgabenbereichs.

Weiterlesen: Keine revisionsweise Änderung der Invalidenrente bei Statuswechsel

Discrimination fondée sur le sexe

UE: DROIT DU TRAVAIL
CJUE, 7 septembre 2017, C-174/16, H. / Land Berlin (discrimination en matière de congé de maternité et parental)
CJUE, 18 octobre 2017, C-409/16, Esoterikon et autres / Kalliri (discrimination indirecte à l’embauche)
CJUE, 19 octobre 2017, C-531/15, Ramos / Servicio Galego de Sáude et autres (protection des travailleuses allaitantes)


Dans trois arrêts rendus en un laps de temps rapproché, la CJUE a traité de la question de la discrimination fondée sur le sexe dans les rapports de travail.

Weiterlesen: Discrimination fondée sur le sexe